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Dirty Pretty Things

today12 Settembre 2021 1

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Waterloo To Anywhere

La reputazione di Carl Barat come responsabile dei Libertins continua con Waterloo to Anywhere, il suo primo album con Dirty Pretty Things, che vede anche la partecipazione dell’ex batterista dei Libs Gary Powell e del chitarrista Anthony Rossamundo, che ha sostituito Pete Doherty negli ultimi tour dei Libertines. L’album suona come una versione più pulita e leggermente più diretta del mod-punk. Barat ha contribuito molto alla sua ex band: esplosioni di suono strettamente ingegnerizzate come “Deadwood” e “Doctors & Dealers” fanno partire l’album in modo impressionante, il che dovrebbe piacere ai fan di Libertines bruciati sul circolo vizioso apparentemente infinito di arresti e dipendenze di Doherty – e , ancora più importante, nelle esibizioni irregolari dei Babyshambles sul palco e in studio.

L’arguzia ringhiante che Barat portò ai Libertines è anche in piena forza su Waterloo to Anywhere, in particolare sulle canzoni che Barat afferma non riguardino il suo ex compagno di band, ma “Evil Carl”, alias i suoi tratti negativi e demoni di quando i Libertines erano ancora in giro. Sono sicuramente canzoni su come lasciare qualcuno o qualcosa alle spalle: Barat insiste sul fatto che “il nemico è proprio nella mia testa” su un battito che scatta e rimbalza, e vuole “mettere tutte le voci a letto” su Waterloo alla traccia di spicco di Anywhere, “Bang Bang You’re Dead”. Ma, anche se l’album non è altro che rocker calpestanti e l’energia di Dirty Pretty Things non si sventola mai, sembra un po’ troppo prevedibile.

La seconda metà dell’album soffre particolarmente della stessa scrittura di canzoni (anche se la traccia finale, “Last of the Small Town Playboys”, è un’eccezione notevole), ed è fin troppo allettante sostituire Waterloo con le tracce meno impressionanti di Anywhere con la manciata di canzoni coerenti di Down in Albion dei Babyshambles per una riunione degli allora Libertines. La musica di Barat non ha il bagaglio associato alle aspirazioni poetiche e rimuginanti di Doherty, ma non ha nemmeno lo stesso impatto. Come mostrano i rispettivi album post-Libertines, Barat è in grado di essere molto bravo con Dirty Pretty Things, e Doherty è in grado di brillare con Babyshambles. Ma, per grandezza (o almeno il potenziale per questo), hanno bisogno l’uno dell’altro.

Scritto da: alex

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